Cosap : nuova azione costitutiva innanzi al G.O.?

di Vincenzo Miozzi

 

La sentenza della Corte Costituzionale del 14 marzo 2008 n.64 dà la stura ad una serie di problematiche applicative per la liquidazione e riscossione del Canone OSAP ma soprattutto per quanto concerne il relativo contenzioso.  Infatti, pur condividendo la tesi affermata dalla Consulta circa l’appartenenza alla giurisdizione ordinaria delle controversie relative alle entrate di natura non tributaria appare interessante esaminare la vicenda della tutela del “contribuente” titolare o non di concessione per l’utilizzo di spazio pubblico ex art.822 e ss c.c..
L’attività amministrativa di cui quella tributaria è una specie è un’attività procedimentalizzata con conseguente adozione del modulo provvedimentale, espressione dell’autoritatività della P.A. e tra queste rientra anche quella relativa alla liquidazione e riscossione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. La dottrina autorevole ritiene che l’attività amministrativa ablatoria si articola in :1) attività amministrativa ablatoria reale, 2) attività amministrativa ablatoria obbligatoria, 3) attività amministrativa personale (1)e il procedimento di introito del corrispettivo per l’utilizzo di un bene pubblico rientra nell’ambito dell’attività amministrativa obbligatoria trattandosi di una determinazione unilaterale dell’Amministrazione che solitamente per i tributi è composta dalla sequenza regolamento –avviso di accertamento o di liquidazione- cartella di pagamento ed in capo al privato si configura una posizione di interesse legittimo oppositivo di natura obbligatoria.
Da ciò si evince che l’impugnabilità di taluni atti innanzi al G.O. comporta l’introduzione di una nuova azione costitutiva in violazione dei casi tassativamente previsti dalla legge oltre che l’introduzione di una “giurisdizione di legittimità” ope iudicis in capo al G.O. in violazione del criterio di riparto delle giurisdizioni di cui agli artt.4-5 della L.A.C. 2248/1865 ALL.E.
Giova osservare che, i casi in cui il giudice ordinario agisce come giurisdizione annullatoria o demolitoria sono espressamente previsti da diverse disposizioni di legge in particolare agli artt.22-23 della L.n.689/81 –opposizione a sanzioni amministrative, negli atti amministrativi dello stato civile poiché concernono lo status personae es. trascrizioni di nascite, morti, matrimoni, separazioni ecc, provvedimenti dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali ex D.Lgs.196/03, responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ex D.lgs.231/01. Con la sentenza n.64 si apre un “vuoto normativo” che potrà colmare soltanto il legislatore poiché la generica “appartenenza alla giurisdizione ordinaria delle controversie relative alle entrate patrimoniali” si può tradurre nell’esperimento delle sole azioni di accertamento negative(2) al fine di verificare il fondamento della pretesa creditoria dell’Amministrazione con disapplicazione sia di provvedimenti puntuali nonché delle norme regolamentari contrastanti con il D.lgs.446/97 istitutivo del canone OSAP. Ciò postula che mentre per le sanzioni amministrative ex lege 689/81 è prevista l’impugnabilità sia dell’ordinanza ingiunzione, della cartella di pagamento e conseguentemente del fermo innanzi al G.O. giudice di pace –tribunale, de iure condito, non è previsto un sistema di impugnazioni che appare ancora più problematico per i corrispettivi o contributi riscossi mediante il procedimento di cui al D.P.R. 602/73 non trattandosi di entrate di natura strettamente civilistica che possono fare ricorso al procedimento di cognizione sommario ex artt.633 e ss. C.p.c. strumento più elastico già accennato in un precedente lavoro per il quale, in futuro, sarà approfondita l’applicazione anche alle entrate patrimoniali.

 

(1) M.S GIANNINI:Diritto Amministrativo, VOL.1, GIUFFRE’  -GALLI R., Manuale di Diritto amministrativo,c ed.1994, CEDAM; -G. VERDE:  Profili di Diritto Processuale Civile –VOL 1