Il credito d'imposta per la ricerca in Francia

di Maximilien Gaslini

Avocat au barreau de Paris

 

In seguito alla legge del 24 dicembre 2007 (loi de finances n. 2007-1822), il meccanismo del credito d’imposta per la ricerca in Francia è diventato un vero e proprio incentivo all’investimento dei gruppi di società esteri che intendono insediare in Francia un’azienda controllata avente come scopo, o tra gli scopi, quello di operare nella ricerca e sviluppo.

Beneficiari e condizioni

Possono beneficiare del meccanismo del credito d’imposta per la ricerca e sviluppo tutte le forme di società commerciali e ditte individuali, qualsiasi sia il regime d’imposta a loro applicabile (impôt sur les sociétés, impôt sur le revenu – bénéfices industriels et commerciaux). Non vi sono settori di attività esclusi: possono dunque, a titolo esemplificativo, usufruire del suddetto meccanismo le aziende operanti nei settori industriali della meccanica, della chimica, ma anche le banche, le assicurazioni, ecc.

Per attività di ricerca ai fini della predetta legge si devono intendere le attività di ricerca e sviluppo in senso lato, ossia la ricerca fondamentale, la ricerca applicata e le operazioni di sviluppo sperimentale. Il progetto deve, in ogni caso, avere carattere innovativo. Si può trattare del miglioramento di un prodotto preesistente, oppure di un procedimento, un software, ma l’originalità del miglioramento deve essere sostanziale e non limitarsi all’utilizzo di una tecnica già esistente.

Detto miglioramento deve inoltre rappresentare un vantaggio apprezzabile rispetto a quanto già praticato nel settore di riferimento e distinguersi per la tecnicità, cioè la necessità di ricorrere a scienziati ed ingegneri.

Non è necessario che la società beneficiaria del credito d’imposta sia titolare dei diritti di proprietà industriale. E’ dunque possibile che sia la controllante estera della società francese beneficiaria ad essere titolare di tali diritti relativamente alla ricerca.

Con riferimento alle condizioni, occorre precisare infine che, in caso di dubbio, è sempre possibile chiedere all’amministrazione fiscale, sia preventivamente che in corso di esercizio, il suo parere sull’applicabilità della norma alla  società.

 

Oneri inclusi

Gli oneri da prendere in conto per il calcolo del credito d’imposta sono :

  1. dotazioni agli ammortamenti delle immobilizzazioni destinate alla ricerca;
  2. retribuzione del personale tecnico e di ricerca (ivi compresi gli oneri contributivi);
  3. spese di funzionamento (valutato a forfait, nella maggior parte dei casi nella misura del 75% del costo del personale);
  4. spese esterne di ricerca se affidate a enti convenzionate con il ministero competente, sia in Francia che negli altri paesi UE/EEE;
  5. spese di registrazione e di difesa dei brevetti e affini (senza condizione di territorialità cioè in tutto il mondo);
  6. premi di assicurazione,
  7. spese relative al controllo e alla certificazione;
  8. specificatamente per il settore del tessile/moda/pellame, le spese di sviluppo di nuove collezioni;

 

Modalità di calcolo

Il credito d’imposta è pari a:

  1. 30% delle spese qui sopra definite fino a un tetto massimo di Euro 1.000.000;
  2. 5% per le somme che eccedono tale tetto;

Per le imprese che non hanno beneficiato di questo meccanismo negli ultimi 5 anni, il credito d’imposta è pari a 50% il primo anno e 40% il secondo anno (fermo restando la soglia di un milione di Euro). Sono escluse dal beneficio di tale misura anche le aziende che, pur non avendone già beneficiato, fanno parte dello stesso gruppo societario di un’azienda che ne ha già usufruito.

Inoltre, occorre indicare che le spese relative all’assunzione di giovani dottori di ricerca sono prese in conto per il doppio del loro ammontare per i primi 24 mesi e le spese di funzionamento relative a questo personale sono contabilizzate anch’esse al 200% (il che equivale in pratica a rendere l’assunzione di tale personale gratuita per questo periodo).

Interessante è la possibilità di subappaltare una parte del progetto di ricerca e sviluppo ad un ente in seno alla CE/EEE, nel limite di 10 milioni di Euro in assenza di legami tra la società e la subappaltatrice, e di 2 milioni di Euro in caso contrario.

 

Modalità di detrazione e di rimborso

Il credito d’imposta viene computato in detrazione dell’imposta dovuta dalla società (IS o IR a seconda dei casi).

Se sussiste un credito d’imposta non utilizzato, il saldo costituisce un credito verso lo stato che può essere accantonato in vista di una detrazione dell’imposta dovuta dalla società per i tre esercizi successivi. Il credito può essere concesso in garanzia o ceduto a terzi.

Al termine di tale periodo triennale, la frazione di credito eventualmente non detratta dall’imposta viene restituita alla società.

In deroga a quanto sopra:

  1. il credito d’imposta non detratto può essere restituito dallo stato alla società immediatamente, cioè senza dover aspettare il termine di tre anni, per gli esercizi 2006, 2007 e 2008 (v. Bulletin Officiel des Impôts 4-A-10-08 n.108 e 4-A-1-09 n.3) ;
  2. il credito d’imposta non detratto è comunque sempre rimborsabile immediatamente alle società di recente costituzione (per i primi cinque anni) e alle piccole e medie imprese operanti nei settori delle nuove tecnologie e in forte crescita (così dette Gazzelle) senza limite di tempo finché soddisfano una serie di criteri in termini, appunto, di crescita, dimensione e settore di attività.

 

Conclusione

Rispetto ad altri sistemi di credito d’imposta destinati a favorire la creazione e il mantenimento di attività di ricerca e sviluppo in Europa, ed in particolare rispetto al sistema italiano che prevede un credito d’imposta del 10% nel limite di spesa di 50 milioni di Euro e con un limite globale annuo definito dalla legge finanziaria secondo il sistema “prima arrivato, primo servito”, il sistema francese rappresenta un vantaggio molto sostanziale. Ciò ha portato molti gruppi societari italiani a creare delle controllate in Francia allo scopo di usufruire del suddetto sistema. L’assenza dell’obbligo di essere titolari dei diritti di proprietà industriale relativi all’attività di ricerca e sviluppo svolta in Francia permette, di fatto, ad una controllante estera di svolgere attività di ricerca in Francia usufruendo del sistema di credito d’imposta sopra descritto, mantenendo tuttavia la titolarietà dei suddetti diritti di proprietà industriale. Siamo certi che i vantaggi di tale opportunità non sfuggiranno ai lettori.
 
Maximilien Gaslini
Avocat au barreau de Paris
Gaslini – Membretti Studio Legale Associato
www.gmlegal.eu