Adempimenti degli intermediari nei confronti dei contribuenti; il regime sanzionatorio per professionisti (e non) abilitati alla trasmissione telematica

di Maria Cristina Bruno

 

U.N.C.A.T. - CAMERA TRIBUTARIA AVVOCATI MILANO - CENTRO DI DIRITTO PENALE TRIBUTARIO - D.R. LOMBARDIA AGENZIA ENTRATE MILANO, AGENZIA DELLE ENTRATE, 1 LUGLIO 2008

"LE INDAGINI FINANZIARIE"

"ADEMPIMENTI DEGLI INTERMEDIARI NEI CONFRONTI DEI CONTRIBUENTI; IL REGIME SANZIONATORIO PER PROFESSIONISTI (E NON) ABILITATI ALLA TRASMISSIONE TELEMATICA"

 

PREMESSA C'era una volta il modello 740 "formato PC", da compilare in triplice copia, a mano o con la macchina da scrivere...A quasi dieci anni dalla nascita del "Fisco telematico" (4 gennaio 1999), la Finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha introdotto importanti novità in materia di sanzioni applicabili agli intermediari abilitati all'invio telematico. L'articolo 1, commi 33 e 34, ha modificato la disciplina delle sanzioni applicabili alle violazioni previste dagli artt. 7bis e 39 del dlgs. 241/1997, ricondotte alla disciplina delle sanzioni amministrative tributarie contenute nel dlgs. 472/1997. Si evince quindi che è esclusa l'applicabilità dell'articolo 13 della legge 689/1981.

Alle violazioni compiute dagli intermediari abilitati non si applica il cumulo giuridico per il ravvedimento operoso di più violazioni (per omessa o tardiva trasmissione). Nel caso di tardiva trasmissione del modello Unico ci si potrà ravvedere con una unica sanzione (ridotta ad un 1/8 del minimo 516, euro 64) e non con tante sanzioni quante sono le dichiarazioni contenute nel modello Unico. La violazione dell'intermediario è una sola, legata alla trasmissione di un file telematico contenente l'intero modello Unico. Viceversa, se il ravvedimento fosse a carico del contribuente, questi dovrebbe calcolarlo sulla base di tante sanzioni ridotte quante sono le dichiarazioni contenute nel modello Unico.

Nel caso di omessa o tardiva trasmissione telematica delle dichiarazioni gli intermediari possono accedere all'istituto della definizione agevolata (art. 16 dlgs. 472/97) pagando ¼ del minimo della sanzione entro i termini per la presentazione del ricorso. La definizione agevolata impedisce l'irrogazione delle sanzioni accessorie. Per l'Agenzia delle Entrate, l'omessa trasmissione telematica della dichiarazione da parte dell'intermediario, si configura solo nell'ipotesi di trasmissione non effettuata, o non andata a buon fine. La locuzione in base alla quale si considerano omesse le dichiarazioni presentate con un ritardo superiore ai 90 giorni (art. 2 comma 7 DPR 322/98) vale solo per il contribuente e non può essere applicata al soggetto intermediario. Per le violazioni commesse prima del 1° gennaio 2007, nel rispetto del principio di legalità, cosiddetto favor rei, gli uffici non hanno l'obbligo di comunicare i provvedimenti sanzionatori ai competenti ordini professionali.

Il nuovo regime delle sanzioni (legge 296/06) prevede che l'inizio delle attività di controllo da parte dell'amministrazione finanziaria ex art. 13 dlgs.472/97 precluda all'intermediario la possibilità di accedere al ravvedimento operoso. In relazione agli atti di contestazione emessi dal 1° gennaio 2007, il nuovo art. 39 comma 1 bis del dlgs 241/97 consente agli intermediari di avvalersi del disposto previsto all'art. 16 comma 3 del dlgs 472/97 (definizione agevolata). Così facendo si escludono le eventuali sanzioni accessorie. Con riferimento all'autore della violazione, la circolare dell'Agenzia delle Entrate, n. 11/E del 19/02/2008 specifica che, in caso di dichiarazioni trasmesse da studi associati, il responsabile della violazione è individuato nel singolo professionista che ha richiesto l'abilitazione e che provvede all'invio telematico, e non nello studio. E ancora. Nessuna sanzione potrà essere emessa nei confronti dell'intermediario per infedele rilascio del visto di conformità o di asseverazione, allorquando il contribuente provveda alla presentazione di una dichiarazione integrativa o correttiva volta ad eliminare le cause determinati l'infedeltà stessa del visto o dell'asseverazione.

1. MODALITA' DI PAGAMENTO ON-LINE (obbligo F24)

L'art. 34 comma 49 DL 223/2006 ha disposto (a partire dal 1° ottobre 2006), per tutti i soggetti titolari di partita IVA, l'obbligo di versamento delle imposte e dei contributi in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati.

Giova ricordare che l'attuale normativa dispone l'obbligo di utilizzo del modello F24 senza prevedere uno specifico regime sanzionatorio.

Il DL 223/06 trasforma in obbligo la facoltà di pagamento con la procedura telematica per tutti i soggetti IVA. Esistono ancora casi particolari che possono utilizzare l'F24 cartaceo.

Il versamento telematico dei tributi può essere effettuato:

- direttamente

- tramite intermediari abilitati

- con il sistema remote/home banking tramite lo standard CBI (particolare servizio di remote banking che consente al cliente, che stipula un contratto con una banca, di operare su qualsiasi conto corrente, acceso anche presso altre banche).

Il pagamento tramite intermediario prevede alcuni passaggi preliminari:

- l'abilitazione ENTRATEL

- la sottoscrizione di apposita convenzione con l'Agenzia delle Entrate

- la richiesta di autorizzazione da parte dei propri clienti ad effettuare i pagamenti on line. Deve essere rilasciata in forma scritta all'intermediario e conservata per almeno 10 anni.

Per gli intermediari abilitati, a partire dal 2002, l'Agenzia delle Entrate ha predisposto il servizio "F24 cumulativo" allo scopo di consentire di effettuare i versamenti dovuti dai loro clienti. E' infatti possibile inviare cumulativamente le deleghe di versamento degli assistiti.

La banca effettua il versamento solo se c'è:

- corrispondenza tra intestatari del conto corrente e del mod. F24

- capienza del conto In caso di mancato addebito, il versamento dovrà considerarsi omesso e potrà essere effettuato nuovamente, con pagamento di sanzioni ed interessi, avvalendosi del ravvedimento operoso.

Dal 3 luglio 2007, gli intermediari abilitati al servizio Entratel, possono presentare "on line" i modelli F24 per conto dei contribuenti che ne fanno richiesta, con un addebito unico sul conto corrente bancario o postale dell'intermediario delle somme complessivamente dovute. I contribuenti, possono quindi consegnare contante, assegni o altri mezzi di pagamento, all'intermediario, che eseguirà i pagamenti con addebito sul proprio conto corrente. Gli intermediari devono necessariamente acquisire dai contribuenti una specifica autorizzazione che, insieme ad eventuali revoche, deve essere conservata e custodita per dieci anni.

2. "CASSETTO FISCALE"

Dal settembre 2004, l'Agenzia delle Entrate ha concesso l'accesso agli intermediari autorizzati al "cassetto fiscale" onde permettere la consultazione, e della propria situazione, e di informazioni fiscali riguardanti i propri clienti. Dal 2004 ad oggi è notevolmente aumentato l'accesso al servizio, tanto da ritenere che la validità temporale limitata assegnata inizialmente (due anni dalla sottoscrizione, salvo revoca o rinnovo) sia da superare.

Possiamo a tutt'oggi distinguere due tipi di intermediari: i soggetti tenutari delle scritture contabili e che, per conto del cliente, provvedono alla compilazione e invio telematico delle dichiarazioni fiscali, e coloro che, invece, si limitano a trasmettere le dichiarazioni fiscali già predisposte dal cliente. Ai primi, dovrebbe essere consentita una validità temporale sino a revoca, e non limitata invece a due anni, in quanto qualsiasi altro tipo di comunicazione, quale la sostituzione dell'intermediario o la cessazione dell'attività, sarà sempre a conoscenza dell'amministrazione finanziaria.

Agli intermediari che invece provvedono esclusivamente alla trasmissione telematica di qualsiasi tipo di documento fiscale, evidenziando che la compilazione è stata effettuata dal cliente, ben venga la limitazione temporale attualmente in vigore. La nuova ricezione degli avvisi di irregolarità, gli obblighi di trattamento degli avvisi di irregolarità (è interesse dell'intermediario anteporsi al cliente per verificare che gli errori non siano a lui imputabili), fanno sì che la validità temporale della delega possa ricadere proprio nei momenti di bisogno di accesso al "cassetto fiscale". Sarebbe opportuno che l'intento dell'amministrazione finanziaria fosse proprio quello di semplificare il rapporto tra la stessa amministrazione e l'intermediario.

3. INVII TELEMATICI E REGIME SANZIONATORIO

Alla luce della Finanziaria 2007, gli intermediari che non trasmettono, o inviano in ritardo, la dichiarazione possono fruire del ravvedimento operoso. L'art. 7bis del dlgs 241/97 prevede che, in caso di omessa o tardiva trasmissione telematica della dichiarazione, si applica nei confronti degli intermediari la sanzione amministrativa da 516 a 5.164 euro. La specifica sanzione a carico dell'intermediario può essere ridotta ad 1/8 del minimo se la dichiarazione viene trasmessa con un ritardo non superiore a 90 giorni; al contribuente saranno irrogate le sanzioni per tardiva presentazione della dichiarazione.

Si ricorda che la violazione di omessa dichiarazione è imputabile al contribuente, al quale è fatto obbligo di verificare il puntuale adempimento da parte degli intermediari: in difetto (verificandosi quindi la culpa in vigilando), il contribuente risponde autonomamente della sanzione per l'omissione. In sostanza, se l'intermediario non trasmette e il contribuente non verifica che l'esatto adempimento sia stato effettuato, il contribuente risponde per la violazione di omessa dichiarazione, mentre l'intermediario per la sanzione da 516 a 5.164 euro per non averla trasmessa. Si ricorda che la "prova" della presentazione della dichiarazione è data oggi dalla comunicazione con la quale l'Agenzia delle Entrate attesta l'avvenuta ricezione.

4. CUMULO GIURIDICO E VISTI INFEDELI

Alle violazioni compiute dagli intermediari abilitati non è possibile applicare il cumulo giuridico per il ravvedimento operoso di più violazioni per omessa o tardiva trasmissione. Da ciò deriva che, nel caso di tardiva trasmissione del modello Unico l'intermediario potrà ravvedersi calcolando un'unica sanzione e non tante sanzioni quante sono le dichiarazioni contenute nel suddetto modello unificato. Ciò perché la violazione dell'intermediario è di fatto una sola, ed è legata alla trasmissione del file telematico contenente l'intero modello unificato. Nell'ipotesi in cui il ravvedimento facesse carico invece al contribuente, quest'ultimo dovrebbe procedere al calcolo del ravvedimento sulla base di tante sanzioni ridotte quante sono le dichiarazioni che sono confluite nel modello Unico. I soggetti abilitati che rilasciano un visto infedele potranno sanare la violazione entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione. L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 52/E del 27 settembre 2007 chiarisce che, sia la contestazione della violazione sia l'irrogazione della sanzione, competono alle Direzioni Regionali che potranno notificare l'atto di irrogazione delle sanzioni entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione.