L’IMU e prospettive di applicazione di un’imposta patrimoniale tout court

Vincenzo Miozzi

 

Il nuovo tributo merita un’approfondita analisi che si rinvia ad ulteriori articoli sul tema per cui nel presente lavoro ci si limita ad individuarne la definizione, il presupposto, la natura e le modalità di calcolo. Con il D.L. 6 dicembre 2011, n.201 che novella il D.Lgs. n.23/2011 c.d. decreto sul federalismo fiscale municipale possiamo definire l’IMU, un’imposta patrimoniale analoga all’ICI che sostituisce, il cui presupposto è il possesso di fabbricati, di aree edificabili e terreni agricoli nonché di beni strumentali d’impresa c.d. immobilizzazioni tecniche che i beni merce posseduti da soggetti residenti o non nel territorio dello Stato. La nozione di possesso stabilita dalla legge non è quella di cui all’art.1140 c.c. ma è ravvisabile laddove sussista un rapporto qualificato con la res, riconducibile ad un diritto reale o a altra ipotesi espressamente prevista dalla legge quale la locazione finanziaria o la concessione di beni demaniali(1) quindi non la situazione di fatto ancorchè giuridicamente rilevante.
Tale imposta è detta “principale” per distinguerla dall’IMU c.d. secondaria che tra qualche anno accorperà una serie di tributi minori quali ICP, Diritto sulle pubbliche affissioni, COSAP/TOSAP ecc. il cui gettito per ogni singolo tributo è notevolmente inferiore a ICI, TARSU, addizionali IRPEF . L’Imposta Municipale Unica sostituisce per la componente immobiliare, l’IRPEF, le addizionali sui redditi fondiari inerenti i beni non locati e l’imposta comunali sugli immobili.

L’innovazione prevista dal D.L.n.201/2011 è il” ritorno dell’assoggettamento ad imposta” dell’abitazione principale consistente nell’immobile ove il soggetto passivo risieda o dimori abitualmente ma l’aspetto più incisivo è rappresentato dall’introduzione della detrazione di cinquanta euro per ogni figlio di età inferiore ai ventisei anni. Altra novità di rilievo di non poco conto è la facoltà degli enti locali di ridurre l’aliquota d’imposta sull’abitazione principale e le relative pertinenze allo 0,4% suscettibile di ulteriore diminuzione o aumento sino allo 0,2% punti percentuali. L’aliquota si applica anche in caso di separazione legale, annullamento degli effetti civili, scioglimento del matrimonio a prescindere dall’assegnazione della casa coniugale.

Un esempio di calcolo può essere dato innanzitutto dalla determinazione del valore imponibile ai fini IMU: rendita catastale €.351,00 x1,05 rivalutazione x160 moltiplicatore per gli immobili di cat.A =58968,00.x 0,4%=€ 235,872 imposta lorda

235,872-200,00 detrazione per abitazione principale= 35,872 -50 per figlio convivente di età minore o uguale di anni ventisei =-14,128 ovvero zero imposta non dovuta.

 

Un secondo esempio di calcolo, in attesa di istruzioni del MEF, Rendita catastale rivalutata, sempre per abitazione A2, 700x1.05=735,00; valore immobile ai fini ICI 735x160=117600,00-immobile intestato al 50% da Tizio e Caia- 117600,00x50x0,4%=235,2 imposta lorda.
235,2-100,00 poiché la detrazione pari a 200 è divisibile pro-quota= 135,2 imposta dovuta.

Dopo aver illustrato es. di calcolo occorre precisare che il tributo in esame è caratterizzato dall’essere costituito da una componente di competenza dell’Erario e l’altra di competenza comunale in particolare per colui che possiede un secondo immobile a qualunque titolo ma sempre esclusi i casi di detenzione qualificata e salva l’ipotesi di locazione finanziaria. La natura composita di tale tributo per il calcolo relativo agli altri immobili posseduti al di fuori dell’abitazione principale non è scevra da implicazioni pratiche poiché il contribuente dovrà effettuare probabilmente e in attesa di “chiarimenti operativi”, due distinti versamenti utilizzando il modello F24 .

Per quanto concerne il diritto di abitazione, trattandosi di una situazione giuridica soggettiva a duplice natura reale/personale prevista a favore di una persona fisica la quale è soggetto passivo dell’imposta ai fini IMU analogamente al coniuge superstite nonché al socio di cooperativa edilizia assegnatario dell’alloggio sia pur a titolo provvisorio.
Infine non si può non evidenziare che l’IMU, a stretto rigore dottrinario, possa essere annoverata tra le imposte reali poiché ad essere colpita e la res e non il contribuente direttamente ancorchè il possesso dell’immobile costituisca un indice di capacità contributiva mediata.

    • La NUOVA TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI –GRUPPO24ORE IMU e ICI a confronto cosa cambia dopo la manovra a cura di Saverio Cinieri;
    • RIASSETTO DEI TRIBUTI IMMOBILIARI –Seminario ANCI del 22 gennaio 2012.