Novita' in tema di riscossione *

di Roberto Renzella

 

L'articolo 2 del decreto contiene una serie di innovazioni volte ad un riassetto della normativa in materia di riscossione coattiva dei tributi, riconoscendo nuovi, piu' ampi ed in parte ingiustificati poteri agli agenti della riscossone.
Nello specifico il primo comma tratta la composizione del consiglio di amministrazione di Riscossione s.p.a., nuovo soggetto “concessionario unico” per la riscossione , interamente partecipata (per lo meno al momento della costituzione) da Agenzia delle Entrate e dall’I.N.P.S. con capitale iniziale di 150 milioni di Euro, che eserciterà l’attività di riscossione mediante ruolo senza obbligo di cauzione a differenza degli attuali concessionari.
I commi successivi disciplinano il compenso spettante agli agenti per la riscossione coattiva delle entrate, gli aggi e le spese di notifica spettanti agli agenti della riscossione, nonche' la loro ripartizione tra debitore ed ente creditore.
Il comma 4 contiene modifiche alla disciplina della cessione dei rami d'azienda da parte dei concessionari della riscossione in favore di Riscossione s.p.a. con la finalita' di assicurare continuita' ai rapporti giuridici in essere ma con innumerevoli problematiche per i dipendenti delle attuali concessionarie che perdono ogni tutela con riferimento al loro rapporto di lavoro in essere. Il comma 5 si occupa della remunerazione del servizio di riscossione per gli anni 2007 e 2008.

 

Pignoramento dei crediti presso terzi

Di rilevante interesse e' la previsione contenuta nell'articolo 2,comma 6, del decreto, con cui e' stato inserito nel d.P.R. 29 settembre1973, n. 602 l'articolo 72-bis) - "Pignoramento dei crediti verso terzi" -contenente una nuova procedura per il pignoramento dei crediti che il debitore vanti nei confronti di terzi.
E'infatti previsto che l'atto di pignoramento, ex artt.543 e ss.c.p.c., contenga l'ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario fino alla concorrenza del credito per il quale si procede, in luogo della citazione del terzo a comparire davanti al giudice per rendere la  dichiarazione di cui all'articolo 547 c.p.c.  Il pagamento deve essere effettuato nel termine di quindici giorni dalla notifica dell'atto di pignoramento con riferimento a somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente alla data di notifica e per le restanti somme alle rispettive scadenze. La nuova procedura non puo' trovare applicazione per i crediti pensionistici ed incontra i limiti di pignorabilita' delle somme dovute a titolo di stipendio, salario o altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, previsti dai commi quarto, quinto e sesto dell'articolo  545 del codice di rito.
In caso di inottemperanza all'ordine di pagamento si procede, previa citazione del terzo intimato e del debitore, secondo le norme del codice di procedura civile. (accertamento dell’obbligo del terzo).
Orbene non vi è chi non veda in tali “innovazioni” una palese violazione dell’art. 24 della Costituzione, laddove il cittadino viene privato del diritto di difesa avanti il Giudice dell’Esecuzione procedendosi direttamente ad un prelievo della somma in capo al terzo, ma di competenza del soggetto escusso, senza che questo possa eccepire alcunché in merito alla propria presunta posizione debitoria in relazione ad un titolo formato ed azionato dal nuovo soggetto “concessionario unico” per la riscossione.
Pare a questo punto necessario un intervento al fine di conseguire una modifica della norma sul punto.

  
Poteri degli agenti della riscossione

Il comma 7 incrementa a mio avviso ingiustificatamente i poteri degli agenti della riscossione, modificando l'articolo 35 del d.l. n. 223 del 2006.
In caso di morosita' per somme iscritte a ruolo complessivamente superiori a venticinquemila euro, gli agenti della riscossione, al fine di acquisire copia della documentazione relativa a crediti verso terzi di cui risulti titolare il debitore moroso, possono esercitare le facolta' ed i poteri previsti dall'articolo 33 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e dall'articolo 53 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.633. Si tratta delle norme che disciplinano accessi, ispezioni e verifiche da parte degli uffici dell'amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto.
La norma prevede la previa autorizzazione del direttore generale al fine dell’esercizio di detti poteri.
Il limite dei venticinquemila euro, previsto per l'applicazione della disposizione in esame, deve essere calcolato in relazione all'ammontare complessivo dei debiti iscritti a ruolo e non alle singole partite che hanno
dato luogo all'iscrizione, secondo recente interpretazione resa con circolare n.1 del 19.1.2007.

Dichiarazione stragiudiziale del terzo

Il comma 8 definisce compiutamente la “nuova dichiarazione stragiudiziale del terzo” debitore del soggetto iscritto a ruolo e dei relativi coobbligati ex art. 75 bis D.P.R. 602/73.
La dichiarazione si pone come fase intermedia tra l'inizio dell'esecuzione e il pignoramento di fitti e pigioni ovvero dei crediti verso terzi. Difatti, una volta decorso il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento ex art. 50 D.P.R. 602/73, e prima di procedere al pignoramento di fitti e pigioni, ovvero al pignoramento presso terzi, l'agente della riscossione puo' chiedere ai terzi, debitori del soggetto
iscritto a ruolo o dei suoi coobbligati, "...di indicare per iscritto, ove possibile in modo dettagliato, le cose e le somme da loro dovute al creditore".
La dichiarazione stragiudiziale del terzo concorre con le azioni esecutive e cautelari previste in materia di riscossione coattiva; nella richiesta e' fissato un termine, non inferiore a trenta giorni dalla ricezione, per fornire la risposta; in caso di inadempimento si applica la sanzione amministrativo-tributaria prevista dall'articolo 10 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, da euro 2.065 ad euro 20.658.
In proposito l'agente della riscossione provvede a inviare all'Ufficio locale dell'Agenzia delle entrate, competente in ragione del domicilio fiscale del soggetto a cui e' stata rivolta la richiesta, una documentata segnalazione. A sua volta l'Ufficio locale provvede ad irrogare
la sanzione secondo il procedimento di cui all'articolo 16, commi da 2 a 7,
del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 .
Da segnalare che in base al comma n.3 del nuovo art. 75 bis del D.P.R. 602/73gli agenti della riscossione possono procedere al trattamento dei dati acquisiti ai sensi di detta norma senza rendere l’informativa prevista dall’art. 13 del DLgs.30.6.2003 n.196 in materia di protezione dei dati personali.
Anche in questo caso non vi è chi non veda una palese violazione del diritto di difesa del contribuente e della sfera privata dello stesso in totale spregio del disposto normativo a tutela della privacy sopra richiamato.
E’ evidente infatti che l’invito forzato alla delazione rivolto al terzo, tenuto a descrivere dettagliatamente “ove possibile” le cose e le somme dovute al creditore escusso dal concessionario pena pesanti sanzioni normativamente disciplinate costituiscono un nuovo ed odioso strumento a disposizione degli agenti della riscossione, strumento totalmente in contrasto con lo spirito del D.Lgs 30.6.2003 n.196 la cui disapplicazione è stata anch’essa sancita “per decreto”.

Disposizioni sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni

Il comma 9 ha introdotto l'articolo 48-bis) nel titolo II (riscossione coattiva) capo I (disposizioni generali) del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.
La norma prevede che le amministrazioni pubbliche e le societa' a prevalente partecipazione pubblica verifichino, anche in via telematica,prima di effettuare un pagamento a qualunque titolo per un importo superiore
a diecimila euro, "... se il beneficiario e' inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o piu' cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo". Se si verifica tale ipotesi, le amministrazioni pubbliche e le societa' a prevalente capitale pubblico non possono procedere al pagamento e devono segnalare tale circostanza all'agente della riscossione competente per territorio affinche'
provveda all'esercizio delle attivita' di riscossione a questo punto in base alle nuove disposizioni in materia di pignoramento presso terzi.
A mio avviso la norma, apparentemente coerente e giusta, non fa che confermare l’intento del legislatore volto a creare una evidente disparità di posizione tra cittadino e pubblica amministrazione nei rapporti tra gli stessi intercorrenti.
Laddove la Pubblica Amministrazione può omettere un pagamento di importo dovuto per titolo inoppugnabile solo verificando ed accertando che il beneficiario è a sua volta debitore per cartelle pari almeno allo stesso importo minimo di €. 10.000,00, il contribuente non può invece procedere a compensazioni di sorta, neppure qualora in possesso di titoli esecutivi quali sentenze delle Commissioni Tributarie passate in giudicato, con la sola eccezione del caso introdotto dal successivo comma 13 che andrò ad esaminare oltre.
 

I commi 10 e 12 trattano della riscossione volontaria della tariffa del servizio idrico integrato e della qualifica degli agenti della riscossione a Riscossione s.p.a. ed alle societa' dalla stessa partecipate con scarso interesse per quanto riguarda la nostra categoria.
 
Pagamento mediante compensazione volontaria dei crediti

L'articolo 28-ter) del d.P.R. n. 602 del 1973,introdotto dal comma 13, disciplina una nuova modalita' di pagamento delle somme iscritte a ruolo, tramite compensazione con le somme che l'Agenzia delle entrate e' tenuta ad erogare a titolo di rimborso di imposta.
Prima della erogazione definitiva di un rimborso d'imposta l'Agenzia delle entrate verifica se il beneficiario risulta iscritto a ruolo: se la verifica ha esito positivo deve essere trasmessa apposita segnalazione all'agente della riscossione che ha in carico il ruolo e le somme da rimborsare sono messe a disposizione dell'agente stesso sulle apposite contabilita' aperte presso le competenti sezioni di Tesoreria provinciali dello Stato.
A sua volta, l'agente della riscossione, ricevuta la segnalazione,notifica all'interessato una "proposta di compensazione" tra il credito da rimborsare e l'importo iscritto a ruolo; le azioni volte al recupero delle somme iscritte a ruolo sono sospese ed il debitore e' invitato a comunicare, entro sessanta giorni, se intende aderire alla proposta di compensazione.
Se la proposta e' accettata, le somme vengono riversate all'ente creditore. In caso contrario, l'agente della riscossione deve comunicare, in via telematica, all'Agenzia di non aver ottenuto l'adesione alla proposta di compensazione; altrettanto deve fare in caso di inutile decorso del termine di sessanta giorni.
Il mancato perfezionamento dell'accordo fa venir meno la sospensione della attivita' di riscossione.
La norma disciplina anche i compensi spettanti all'agente della riscossione, stabilendo che devono essere corrisposte le spese vive per la notifica dell'invito nonche' un rimborso forfetario a copertura degli oneri sostenuti per la gestione della proposta di compensazione (pari ad euro 19,37).
Anche con riferimento a tale norma ritengo valgano le considerazioni svolte con riferimento al surriferito comma 9, precisando inoltre che in caso di mancata adesione alla proposta di compensazione ovvero in caso di decorso del termine di sessanta giorni senza esito, nulla è disciplinato in merito all’erogando rimborso che, si ritiene, verrà incamerato sempre in base alla nuova normativa inerente i pignoramenti presso terzi da parte degli agenti della riscossione .
 

Fatte queste osservazioni inerenti le recenti modifiche in materia di riscossione pare opportuno porre in evidenza che strumenti altamente coercitivi e limitanti il diritto di difesa del contribuente sono stati posti nella disponibilità di coloro, i concessionari, che in questi anni hanno dato luogo ad evidenti casi di inefficienza del sistema, si vedano per tutti le così dette “cartelle pazze”.
Attraverso i meccanismi di riscossione sopra evidenziati il concessionario unico potrà comodamente incamerare immediatamente ogni forma di credito verso terzi di cui il contribuente asseritamente moroso sia titolare senza possibilità di preventiva verifica alcuna in merito alla fondatezza e regolarità del titolo posto a fondamento della riscossione stessa.
E’ necessario quindi esercitare a livello di categoria ogni forma di pressione nei confronti dei Parlamentari Nazionali al fine di apportare correttivi alla nuova normativa favorendo, per quanto possibile, l’introduzione di piani di rateizzazione che permettano il pagamento delle somme effettivamente dovute preventivamente all’applicazione delle nuove norme sopra indicate.

 

* Relazione tenuta al convegno sulle novità tributarie, organizzato dalla Camera Tributaria presso l' Ordine degli Avvocati di Milano il 20 marzo 2007.

Decreto legge 262/2006 convertito con modificazioni dalla L.286/2006