IL PROBLEMA FISCALE UN SERIO CASO DI COMPRESSIONE DEI DIRITTI DI DIFESA DEL CITTADINO *

di Patrizio Tumietto

 

Nella dichiarata impossibilità di reprimere l’evasione con i mezzi ordinari, verifiche mirate e conseguenti accertamenti, il Parlamento Italiano  ha deciso di concedere alla Amministrazione Finanziaria una serie di strumenti che comprimono pesantemente i diritti del cittadino quali statuiti dagli artt. 23, 24 comma 2 e 53 della Costituzione.
Il tutto per evitare di ricorrere all’unico sistema di lotta all’evasione reale ed efficace, cioè la ricerca dei movimenti finanziari dei singoli cittadini allo scopo di verificare se gli stessi siano compatibili con l’entità dei redditi dichiarati e gli elementi di spesa desumibili dal reddito consumato (cioè dalle spese che lasciano tracce evidenti, quali acquisti di beni iscritti in pubblici registri, tenore di vita documentabile attraverso, ad esempio, le spese pagate con carte di credito).
Tutti i governi che finora si sono succeduti, tra l’ovvio timore di scatenare una fuga di massa dei capitali e la vessazione dei contribuenti che lavorano, hanno preferito favorire la prima alternativa e, dal momento che le esigenze dello Stato (o della politica?) sono sempre crescenti, non hanno esitato a ricorrere alla creazione di redditi fittizi o con i sistemi presuntivi di reddito oppure rendendo indeducibili alcune spese che, per svolgere la propria attività, i cittadini devono sostenere.
Segnalo alcuni capolavori legislativi di questa metodologia di ricerca dell’imponibile astratto (quello reale, ripeto, non si trova con questi sistemi):

  1. L’art 32 del DPR 29.9.1973 n. 600 nel testo oggi in vigore   prevede che i prelievi in contanti dal conto corrente sono posti come ricavi o compensi se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario oppure, bontà del legislatore, se essi non siano riconducibili alle necessità di vita del contribuente (chi giudica di queste necessità è il funzionario dell’ufficio)
  2. I professionisti sono stati caricati dell’obbligo di un conto corrente professionale e del divieto di ricevere contanti per il pagamento delle proprie prestazioni
  3. I contribuenti non congrui sulla base degli studi di settore potranno essere assoggettati ad accertamento sulla base degli studi di settore indipendentemente dal regime di contabilità adottato (ordinario “naturale” o per opzione ovvero semplificato) e per ogni singolo periodo di imposta. Non solo, gli studi contengono in sé le presunzioni gravi, precise e concordanti che, secondo l’amministrazione, di per sé stesse giustificano un accertamento induttivo, quindi non è ammessa prova contraria e nemmeno sono necessarie altre prove o indizi.
  4. Sono state definite indeducibili in tutto o in parte le spese per automezzi e parzialmente deducibili le spese per le utenze telefoniche
  5. La procedura esattoriale è stata semplificata dando poteri amplissimi alla società concessionaria della riscossione,   quali il pignoramento dei crediti presso terzi, l’acquisizione della informazioni presso chiunque, l’esercizio della dichiarazione stragiudiziale del terzo, anche in violazione del diritto di difesa del contribuente e della sfera privata dello stesso e in totale spregio del disposto normativo a tutela della privacy, disposizioni sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni.
  6. Il totale accesso ai conti correnti bancari anche retroattivamente, dal momento che, per le indagini bancarie,  la amministrazione afferma la legalità dei risultati delle stesse anche in violazione di norme procedurali e ne  retroagisce l’applicazione sostenendo trattarsi di norme procedurali e non sostanziali.

A questo punto si impone per i cittadini una reazione a tutto campo per ristabilire i diritti elementari costituzionalmente tutelati e compromessi dalla abnorme legislazione a favore dell’Amministrazione, alla quale non fa da contrappunto nemmeno un analoga normativa da favore del contribuente nel momento in cui lo stesso avrebbe diritto ad avere della somme dalla stessa Amministrazione a fronte, ad esempio, di vittoria in giudizio.
Quante esecuzioni o procedimenti di ottemperanza sono state fatte e si devono fare contro una Amministrazione inadempiente?
E’ necessario che soprattutto gli avvocati comprendano l’importanza della posta in gioco; la libertà non consiste soltanto nel non avere le manette ai polsi ma anche nel potersi difendere contro presunzioni che non necessitano nemmeno di uno straccio di prova e a parificare diritti e doveri di tutte le parti in causa nel rapporto tributario.

Patrizio Tumietto

Presidente Camera Tributaria di Milano

 

*relazione tenuta al convegno sulle novità tributarie, organizzato dalla Camera Tributaria presso l' Ordine degli Avvocati di Milano il 20 marzo 2007