La riscossione del canone OSAP alla luce della sentenza n.64 della corte costituzionale.

di Vincenzo Miozzi

La decisione della Consulta del 14 marzo 2008 dà la stura ad una serie di problematiche finora improponibili perché parte della giurisprudenza di merito sosteneva la natura tributaria di tale istituto “confondendo” la tassa OSAP ancora in vigore e disciplinata dal D.Lgs.507/93 con il corrispettivo OSAP, solo identici solo dal punto di vista strutturale, per la commutatività, ma assolutamente differenti per le situazioni giuridiche soggettive sottostanti.

Il canone, secondo la sentenza n.64 costituisce una prestazione di natura non tributaria,  con la conseguenza che, la devoluzione delle controversie relative a tale istituto alla giurisdizione tributaria con L.n.248/05 violerebbe gli artt.25-102 Cost perché verrebbe introdotta una giurisdizione speciale su una materia quale quella del canone che ha alla base rapporti giuridici e non il rapporto giuridico, dal momento che un’attenta dottrina definisce quest’ultimo la relazione tra situazioni giuridiche soggettive complesse, diritti soggettivi il cui giudice naturale è quello ordinario. Alla luce di tale arresto della Consulta, le problematiche che si pongono dal punto di vista empirico, operativo sono quelle relative al procedimento di liquidazione e di riscossione che non possono essere analoghe a quelle previste per i tributi, a prescindere dal tipo di occupazione, temporanea o permanente. Il corrispettivo verso un diritto personale o reale di godimento sul suolo pubblico si fonda su una fattispecie analoga a quella prevista agli artt.1570 e ss. C.c con la sola differenza che i beni in questione sono demaniali o patrimoniali indisponibili. Il legislatore ha lasciato ai singoli  comuni l’opzione di seguire il regime pubblicistico della TOSAP o adottare quello “privatistico” del COSAP(1). Una maggiore elasticità nel procedimento di riscossione di un’entrata di natura patrimoniale significa anche maggiore flessibilità dell’azione amministrativa che da tempo ha perso la sua connotazione squisitamente pubblicistica e  pone la questione dell’applicazione di strumenti come il procedimento per ingiunzione ex artt.633 e ss. C.p.c. per la riscossione di introiti diversi da quelli tributari.  Quest’ultimo rientra tra gli procedimenti sommari di cognizione che presuppone la liquidità, certezza ed esigibilità di un credito ed è stato, ad esempio adottato per la riscossione del diritto annuale da parte di alcune Camere di Commercio senza destare scalpore. Analogamente sarebbe applicabile all’istituto de quo perché non consegue all’esercizio della potestà impositiva dell’Amministrazione finanziaria locale ma, sorge l’obbligo, in capo al privato di pagare un corrispettivo  per l’utilizzo di un bene ex art.810 c.c. sottratto alla pubblica fruizione. L’occupazione di spazio pubblico presuppone un provvedimento di concessione rilasciato dall’ente locale in difetto del quale, l’occupante oltre che al pagamento del canone dovuto è esposto alle sanzioni amministrative ex lege 689/81 costituenti strumenti di autotutela indiretta ovvero di polizia amministrativa per la tutela del patrimonio pubblico. Inoltre, il regolamento che disciplina l’applicazione del canone OSAP , considerata la natura patrimoniale del canone, agisce alla stregua delle condizioni generali del contratto ex art.1341 c.c. ai quali il privato cittadino, potenziale usufruitore , può scegliere se aderire o meno. Tornando al procedimento di riscossione, alla luce di quanto è stato sinora asserito, la pubblica amministrazione dispone, pertanto, di tre strumenti : 1) il provvedimento  di ingiunzione ex R.D. 639/1910 modificato dal D.Lgs. 472/97;  avviso di liquidazione –cartella di pagamento ex D.P.R.602/73 e successive modificazioni; il decreto ingiuntivo ex artt.633 e ss. C.p.c.. Ognuna delle suaccennate procedure presenta delle criticità ed in particolare, nel procedimento per ingiunzione sarebbe opportuno prevedere, in sede legislativa la provvisoria esecuzione ipso iure analogamente a quello previsto per la cambiale provvista di bollo al fine di consentire un più celere procedimento di esecuzione forzata. Poiché l’analisi di tali tematiche , necessita di approfondimenti , si rinvia ad altri scritti  cui sarà effettuata la comparazione dei tre procedimenti accennati.

    • Manuale dei tributi locali, ediz. Maggioli;
    • Sentenza della Corte Costituzionale del 14 marzo 2008 n.64
    • Manuale di diritto processuale civile, ed. Giappichelli, Crisanto Mandrioli, vol.III –I procedimenti speciali