La societa' per azioni semplificata, la filiale ideale?

di Maximilien Gaslini

 

Il funzionamento della SAS (acronimo della forma societaria rappresentata dalla Società per Azioni Semplificata presente nell’ordinamento francese), le condizioni e le forme nelle quali vengono prese le decisioni del socio unico o collettive, sono principalmente definiti dallo statuto, cioè dalla volontà del socio unico o dei soci e non dalle disposizioni legali.

1. Libertà statutaria

L’ampia libertà che caratterizza la SAS si traduce attraverso la facoltà per i soci di fissare, in gran parte secondo la loro volontà, la natura degli organi di gestione della società e le loro norme di funzionamento.

L’unico obbligo risiede nel fatto di dover nominare un Presidente (ed uno solo), che sarà incaricato di rappresentare la società nei confronti dei terzi.

Il Presidente, secondo quanto stabilito dal  Codice di commercio, è investito dei più ampi poteri per agire in qualsiasi circostanza in nome della società, nel limite dell'oggetto sociale (C. com. art. L. 227-6, al. 1), essendo le altre disposizioni statutarie, nel caso in cui limitano questi poteri, inopponibili ai terzi.
Questo significa che se il Presidente eccede i limiti previsti dallo statuto nella stipulazione di obblighi nei confronti di terzi, di principio la società non potrà rifiutarsi di tenere fede agli impegni assunti con questi ultimi. Le relative disposizioni dello statuto hanno valenza limitata alle relazioni interne della società e quindi alla responsabilità del Presidente nei confronti di essa.
Questa norma, che è un'espressione della teoria dell'aspetto, differisce da ciò che si conosce nel diritto italiano, in cui normalmente le limitazioni statutarie si impongono ai terzi.

Si nota che il potere del Presidente di rappresentare la società nei confronti dei terzi è imperativo: lo statuto non può sottrargli questo potere. Ciò significa che, a minima, il socio unico di una società per azioni semplificata può limitarsi alla nomina di un Presidente, e dunque senza nessun’altro organo di decisione per dirigere la società.

La legge riserva comunque ai soci della SAS alcuni poteri (variazioni del capitale sociale, fusione, scissione, nomina di Revisore dei conti, approvazione dei conti annuali e destinazione dell’utile, dissoluzione, trasformazione in un'altra forma societaria).

Tutti gli altri poteri possono essere conferiti al Presidente, o parzialmente alla Direzione Generale o al Consiglio d'Amministrazione, se essi esistono (v. qui di seguito).

Infine, precisiamo che il socio unico può essere nominato Presidente. Infatti, il Presidente può essere una persona giuridica ed è allora il rappresentante legale di quest'ultima, o qualsiasi altra persona designata a tal fine, che esercita effettivamente i poteri di rappresentanza della SAS.

Oltre alla presenza obbligatoria del Presidente, il socio unico o i soci possono prevedere la creazione di una direzione della società quasi a loro piacimento: possono nominare il numero dei Direttori generali che desiderano; possono attribuire alcuni poteri ad alcuni di loro, ed altri poteri ad altri; possono prevedere forme di collegialità, dalle più semplici alle più complesse.

Fra le più semplici, citiamo ad esempio l'accordo necessario tra due Direttori Generali per le spese che superano un certo importo o l'assunzione di lavoratori dipendenti oltre ad un certo livello di retribuzione o di qualifica.
La collegialità può essere spinta fino alla creazione di un consiglio di amministrazione, le cui norme di funzionamento e di ripartizione dei poteri sono, anche in questo caso, da definire liberamente nello statuto.

Tutto dipende da ciò che il socio unico o i soci decideranno di realizzare per crearsi una direzione "su misura".

Per illustrare maggiormente questa libertà di organizzazione, diamo alcuni esempi:
 - alcune società, che dispongono in Italia di direzioni per ogni grande dipartimento dell'impresa (direzioni finanziarie, giuridiche, della distribuzione, del marketing...) desiderano riprodurre nella ripartizione dei poteri nella loro controllata francese tutto o parte di queste direzioni. Per effettuare ciò basta prevedere nello statuto il numero dei Direttori Generali che si desiderano nominare, i loro rispettivi poteri, le decisioni da prendere in modo collegiale...
- non è raro che, trattandosi di una società industriale italiana che intende fondare la sua filiale di commercializzazione in Francia, siano nominati due Direttori Generali accanto al Presidente, dei quali uno sarà l’amministratore delegato della società italiana ed il secondo, il Direttore generale "operante" o "permanente", cioè un dirigente residente in Francia e che si recherà ogni giorno presso la società per garantire l'amministrazione quotidiana.
Eccetto l'esistenza di un solo Presidente, che dispone dei più ampi poteri per rappresentare la società nei confronti dei terzi, la definizione dei poteri, i modi di nomina, la revoca, la sostituzione dei dirigenti sono interamente da definire nello statuto, oppure in un documento allegato, chiamato Regolamento Interno.
Ricordiamo che, come per il Presidente, i poteri degli altri dirigenti di impegnare la società nei confronti dei terzi hanno una valenza limitata ai rapporti di responsabilità interna.

Ovviamente, una delega di poteri conferita dal Presidente permette agli altri dirigenti, nei limiti della delega stessa, di contrattare con i terzi in nome della società.

2 Un funzionamento molto flessibile

Ritroviamo nelle norme di funzionamento della SAS la stessa elasticità riscontrata nelle norme di costituzione.

In primo luogo, e ciò interesserà particolarmente i nostri lettori, è possibile tenere un’assemblea o un consiglio d'amministrazione per videoconferenza, dal momento che certi membri si trovavno in Francia ed altri in Italia.

In secondo luogo, nella SASU, cioè quando il socio è unico, caso frequente per l'argomento che ci interessa, le assemblee possono essere sostituite da una decisione del socio unico, presa con una semplice firma di un documento che riprende il contenuto della decisione e, se necessario, delle motivazioni di questa. Ricordiamo qui che in Francia gli atti societari sono constituiti senza notaio.
In terzo luogo, da un punto di vista fiscale, si nota che le tasse di registro in caso di cessione delle azioni sono limitate all'1,1% del prezzo di cessione, con un tetto massimo  di 4.000 euro, mentre per la società a responsabilità limitata, le tasse di registro sono pari al 5% dopo una riduzione della base imponibile di 23.000 euro.

Infine, se nessuna riunione obbligatoria è prevista nel quadro del funzionamento quotidiano della SASU, gli obblighi relativi alla convocazione del comitato d'impresa, organo di rappresentanza sindacale nei casi in cui esso è istituito, si trovano molto ridotti.

Questo non esonera i dirigenti dalla necessità operativa di mantenere un dialogo sociale sereno con la rappresentanza sindacale e i dipendenti, e dall’adempiere agli obblighi d'informazione e di consultazione nei confronti dei delegati del personale e/o del comitato d'impresa, ma permette in compenso semplificazioni delle procedure, che sono ben accette se si pensa all'ipotesi della filiale francese della società industriale italiana, trovandosi spesso una parte della direzione in Italia.

Così, la SAS, e in particolare la sua versione unipersonale, sembra tagliata su misura per facilitare la costituzione ed il funzionamento di una controllata al 100% di una casa madre straniera, nel nostro caso italiana, cosa che spiega un successo duraturo nel tempo e, nonostante alcune disposizioni obbligatorie più vincolanti, se si paragona alla società a responsabilità limitata.
Infatti quest'ultima forma sociale può esercitare la sua attività senza un Revisore dei conti, se la società rimane sotto alcune soglie di fatturato, di patrimonio o di numero di lavoratori dipendenti. Inoltre, il suo capitale sociale minimo è di 1 euro, cosa che la rende, a discapito della SAS, la forma sociale preferita delle piccole e molto piccole imprese italiane che costituiscono una filiale in Francia.